La dinastia degli organari Polizzi

Damiano Polizzi (1836-1911), nato a Caltanissetta, fu discepolo di Pasquale Gueli. Non è chiaro quale fu il primo organo uscito dalla sua bottega:  Opus n.1 è scritto, infatti, sia nel cartiglio dell’organo S. Rocco in Butera che nell’organo di S. Sebastiano in Caltanissetta. L’organo di Butera è datato 1864 (con canne più antiche), l’organo di Caltanissetta reca invece la data del 1877. Probabilmente Damiano Polizzi aveva attribuito l’ Opus n.1 a Butera benché in tale organo impiegasse materiale preesistente mentre l’organo di S. Sebastiano fu veramente il primo organo interamente costruito dal Polizzi; l’organo di S. Sebastiano, dopo decenni di silenzio e un lungo intervento di restauro ad opera del Fratelli Cimino, ritornerà molto presto a suonare.

Damiano Polizzi era dotato di grande ingegno e si cimentò pure nella costruzione dell’ Esecutore meccanico il quale, applicato all’organo, permetteva la riproduzione meccanica di composizioni musicali mediante l’inserimento di rulli di carta perforata.

Dalla fabbrica di Caltanissetta uscirono numerosi strumenti distribuiti tra le attuali province di Caltanissetta, Agrigento e Palermo.

Due opere significative di Damiano Polizzi si trovano a S. Caterina Villarmosa presso la parrocchia Immacolata Concezione  e a Gangi (PA) presso il  Santuario dello Spirito Santo.

I cartigli sopra la tastiera ci danno tutte le informazioni cronologiche: a S. Caterina troviamo Premiata Fabbrica D`Organi/ di/ Damiano Polizzi/ N^ 15 Caltanissetta 1881, a Gangi invece Premiata Fabbrica D`Organi/ di/ Damiano Polizzi/ N^ 19 Caltanissetta 1883: il primo è stato recentemente restaurato dall’organaro Antonio Bovelacci, il secondo è in attesa di restauro. I due organi costituiscono un esempio perfetto di manufatto artigianale filtrato dall’acuta intelligenza di un organaro che sapeva tenersi in costante contatto con le più progredite novità costruttive. Noi siamo di fronte alla capacità di sintesi di un organaro siciliano che ha saputo infondere in una consolidata tradizione tanti elementi nuovi, esterni alla cultura isolana. Comparando quest’organo con altri costruiti in Sicilia nell’ottocento da organari venuti dal nord dell’Italia possiamo verificare come la cultura musicale siciliana ha assorbito le novità che venivano dal resto d’Italia, quali novità piacquero subito ai siciliani prima che, a partire dal XX secolo, l’arte organaria perse la peculiarità artigianale per assumere le vesti di fabbrica omologata in tutta Italia ed Europa.

Damiano Polizzi era coadiuvato nel suo lavoro dai figli Michele, Agostino, Vincenzo e Giuseppe. Il primogenito Michele nacque a Caltanissetta nel 1861 e da ragazzo apprese appresa l’arte dal padre Damiano. Nel 1881 Michele venne chiamato a prestare servizio militare a Bergamo, patria della più rinomata fabbrica d’organi italiana: Serassi. Michele ebbe l’opportunità di apprendere tutte le novità costruttive accrescendo il proprio bagaglio di competenze. Nel 1885 Casimiro Allieri, capofabbrica dei Serassi, venne in Sicilia per costruire l’organo del Duomo di San Giorgio in Modica e volle con sé Michele Polizzi quale collaboratore; i loro contatti si infittirono e Michele decise di trasferirsi definitivamente a Modica nel 1888. Agli inizi del ‘900 Agostino si trasferì a Modica per lavorare col fratello: nasce la Ditta Michele e Agostino Polizzi di Modica Alta autonoma dalla Ditta Damiano Polizzi e figli di Caltanissetta,  così era cambiato il nome nel frattempo.